Arnaldo Pomodoro

Da Negombo.

[modifica] L'opera

“L'Arco – in – cielo” si trova all'inizio delle balze, nella parte più selvaggia e profonda del parco del Negombo. È situata trasversalmente al percorso del sole e ne enfatizza la nascita e il tramonto. La scrittura criptica e misteriosa dell'Arco, fatta di spigoli, di linee spezzate, di punte, di triangoli e di cunei, si dispiega e muta di continuo,con la stessa lentezza del percorso del sole. Il gioco delle ombre e delle luci esalta i tratti e le forme che costituiscono l'arco e che trasbordano e infrangono la regolarità delle formelle e della stessa curva arcuata. Un cuneo-freccia apre la narrazione; due frecce incrociate con la punta verso l'interno la chiudono. È un percorso-tempo che si raccoglie su se stesso e può essere letto nei suoi due sensi o in senso inverso da chi attraversa l'arco soglia.

Dice la condizione umana attuale. Così colui che passa o sosta può trovare scritta, sull'arco, in una lingua sconosciuta, la sua vicenda e quella degli altri e riconoscersi. Un arco e per di più in ceramica innova l'idea della porta, ne amplia i sensi: la porta non è più solo portale e apertura, ma è soglia, che è transito e sosta, o anche è linea di unione e di separazione fra le cose. La soglia è infatti la linea di confine, che gli antichi esprimevano con la figura di Giano, la potenza dai due volti, con un terzo misterioso volto nascosto che corrisponde all'occhio della mente di Shiva. Così l'Arco unisce il proprio colore e la propria forma ai molti colori e forme del giardino e alla terrestrità sensuosa e dionisiaca del luogo, aggiungendo un'eccedenza di senso, quella che è propria del gesto creativo umano, con il suo occhio visionario.

[modifica] Statement

Il primo eccezionale stimolo per un arco mi è venuto da Castellamonte (Ivrea) nell'estate '95 in occasione della Mostra della ceramica. Sono stato interessato perché Castellamonte è famosa per una tradizione vecchissima di fabbricazione delle ceramiche. E gli artigiani sono stati così abili da trasferire le mie “scritture” (che come si sa, mi sono state anzitutto ispirate da quelle del mediterraneo arcaico, numerico) nelle loro terrecotte. A Castellamonte mi hanno generosamente dato la possibilità di realizzare un'altra versione per il parco Idrotermale e marino del Negombo. Ero già a conoscenza del lavoro che il paesaggista Ermanno Casasco conduce da quasi un decennio nel parco (con lui ho lavorato anche in altri luoghi). Ed è stato proprio lui a propormi di pensare un arco anche per il Negombo. E in effetti la curvatura di arco larghissimo (10 metri di base e 5 in altezza) si accampa perfettamente fra gli alberi – quasi competendo con la loro altezza – in un parco, nel ciclo, col suo valore di “porta spalancata”.

Ho offerto alla direzione e agli amici del Negombo il secondo arco nel giusto riconoscimento al lavoro svolto in quel paesaggio. “L’arco – in – cielo” – realizzato da Roberto Perino e Silvana Neri, nel suo laboratorio di Castellamonte – dove si producono le famose stufe – presenta l’aggiunta di ramina nella terracotta per il suo valore di protezione dalle intemperie e dalle tempeste di sabbia e dalle infiltrazioni saline, ma anche per il suo colore verde. La differenzialità specifica di questa nuova scultura in 31 piastrelle o mattonelle (come i giorni di agosto) è anzitutto quella tecnica che ho già precisato inoltre, nel meraviglioso parco idrotermale e artistico, viene a disegnarsi, con la presenza dell’arco e del colore, un segmento verde che dà un senso più ampio di quello estetico e monumentale: perché raccoglie e svolge propriamente lo “spirito del luogo”.

[modifica] Biografia

Arnaldo Pomodoro è nato nel Montefeltro nel 1926, ha vissuto l’infanzia e la formazione presso Pesaro.

Si trasferisce a Milano nel 1954. Le sue opere del Cinquanta sono altorilievi dove emerge una singolarissima “scrittura” inedita nella scultura, che viene d’ora in poi interpretata variamente dai maggiori critici. È passato al “tuttotondo” nei primi anni Sessanta e poi alle grandi dimensioni.

Ha avuto numerosi premi: a San Paolo nel ‘63, a Venezia nel ‘64, uno dei sei premi internazionali del Carnegie Institute a Pittsburgh nel ‘67, il Praemium Imperiale per la scultura a Tokyo nel 1990. Nel 1992 il Trinity College dell’Università di Dublino gli conferisce la Laurea in Lettere honoris causa. È del 2001 la Laurea honoris causa in Ingegneria edile-architettura da parte dell’Università di Ancona.

Numerosissime sono le sue esposizioni: alla Rotonda della Besana di Milano nel ‘74, al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris nel ‘76, al Forte di Belvedere di Firenze nel ‘84, alla Rocca Malatestiana di Cesena nel 1995, alla Fortezza e Palazzo Mediceo di San Leo nel '97, alla Llonja e a Casal Balaguer a Palma de Mallorca nel '99, nel 2000 alla Reggia di Caserta e a New York alla Marlborough Gallery e Marlborough Chelsea e nel 2002 a Parigi nei Jardins du Palais-Royal. Inoltre esposizioni itineranti nei musei americani, ed ancora in Giappone, Europa e Australia. Le sue opere sono in grandi piazze (Milano, Copenhagen, Brisbane, Los Angeles, Darmstadt), nel parco della Pepsi Cola, di fronte al Trinity College dell’Università di Dublino, al Mills College in California, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani, nel piazzale delle Nazioni Unite a New York e nelle raccolte pubbliche maggiori. Per il Museo Poldi Pezzoli di Milano ha progettato il riallestimento della nuova “Sala d'armi” che si è inaugurata nella primavera del 2000. Sta attualmente realizzando la Croce e l’Altare per la Nuova Aula Liturgica di Padre Pio a San Giovanni Rotondo progettata da Renzo Piano.

Ha insegnato nei dipartimenti d’arte delle università americane: Stanford University, University of California a Berkeley, Mills College. Nel 1992 è uscito, da Feltrinelli, il libro “L’arte lunga”, un dialogo con Francesco Leonetti in cui Pomodoro racconta le esperienze della sua vita di artista e nel 1995 da Fabbri il volume “Arnaldo Pomodoro” curato da Sam Hunter, opera monografica completa. Nel 2000 è stato pubblicato da Lupetti-Editori di Comunicazione, il volume “Scritti critici per Arnaldo Pomodoro e opere dell'artista” (1955-2000), a cura della Fondazione Arnaldo Pomodoro.

Si è dedicato anche alla scenografia con “macchine spettacolari” in grandi occasioni teatrali italiane: da ultimo, per l“Oreste” di Vittorio Alfieri al Teatro Argentina di Roma nel 1993, per la “Tempesta” di Shakespeare, messo in scena a Palermo nel 1998, per “Capriccio” di Strauss al Teatro San Carlo di Napoli nel 2002.

Vive a Milano a fianco della “darsena” di Porta Ticinese, in uno spazio grande e rigorosissimo che è immerso nel quartiere storico, e si muove rapidissimo per i molti interessi all'estero.

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