Discussioni categoria:Horti negombi

Da Negombo.

Vi sono dei testi aggiuntivi del 2004 che inserisco qui. --Giancarlo 20:09, 26 mar 2012 (CEST)


L'attuale fisionomia del parco deve molto all'intervento appassionato del paesaggista Ermanno Casasco. Il suo impegno è stato quello di creare un giardino profondamente ancorato alla millenaria cultura contadina del luogo e ricco di sorprese e soluzioni inaspettate: la vasca in cemento che ricorda i vasconi di raccolta dell'acqua piovana, la lastra in ardesia che ripropone i salti d'acqua, la cascata ispirata alle cadute di ossigenazione. In questo giardino, luogo privilegiato del rapporto fra uomo e natura, il paesaggio rurale si integra con la magnificenza di piante provenienti dall'Australia, dal Giappone, dal Sudafrica, dal Brasile.

ALCUNE PIANTE DEL PARCO Schede a cura di Alessandro Panizza e Daniele Collini


Cinnamomum Camphora Presente in tutti i tessuti delle piante ed in particolare quantità nel legno, la canfora si trova nell'olio essenziale, percepibile se tali parti, oppure più semplicemente le foglie, vengono stropicciate. Un tempo, l'essenza si estraeva solo dal legno abbattendo gli alberi; oggi, invece, vengono utilizzate anche foglie e giovani rami. Il prodotto utilizzato in medicina viene oggi ottenuto anche per sintesi, attraverso questo procedimento si ottiene la canfora da utilizzare per la fabbricazione della celluloide e come antiparassitario, ovviando in questo modo all'alto costo della sostanza naturale.


Jacaranda mimosaefolia Fitocronologicamente presente in Italia dal 1841 (Toscana). Bignoniacea originaria delle regioni aride del Sud-America. Presenta una singolare caratteristica dovuta al particolare blu-malva dei fiori, in grado di ingannare l'occhio umano, rendendo impossibile identificare questa particolare tonalità cromatica anche con una pellicola fotografica. I fiori risultano particolarmente profumati in due distinte fasi della fioritura; e precisamente quando si trovano verso la fine dell'antesi e quando quest'ultima risulta particolarmente bagnata, ad esempio da una pioggia notturna. E' comunemente chiamata "Albero delle rose" ed è uno dei generi che rappresenta il pregiato legno di palissandro del Brasile.


Leucadendron coniferum Proteacea dioica (fiori maschili e femminili su piante separate), il Leucadendron assieme al genere Aulax è l'unica protacea con tale caratteristica. Il nome sudafricano "Duinegeelbos" (arbusto a cono delle dune) indica i luoghi in cui vive e più precisamente nelle piane costiere ed in suoli sabbiosi, esposti al vento marino ed alla salsedine. Etimologicamente l'epiteto generico deriva dal greco LEUCOS (bianco) e DENDRON (albero) per l'aspetto argentato dell'intera pianta. Caratteristica è la maturazione del seme che avviene alcuni mesi dopo la fioritura, venendo trattenuto nel cono fino a quando un incendio e quindi il fuoco, lo libera favorendo la sua germinazione. Tale caratteristica evidenzia l'importanza ecologica che riveste il fuoco nell'ambito del mondo vegetale. Le brattee che rivestono il fiore formano un cono; tali brattee in alcuni casi diventano legnose, contraddistinguendo tale genere dalle altre Proteacee. Il nome locale è "Tolbos" il cui significato indica la "formazione apicale di questi coni".


Hakea cucullata Fitocronologicamente presente in Italia dal 1846 (Manetti). Proteacea il cui frutto rimane intatto fino al momento in cui la pianta muore o viene danneggiata dal fuoco. L'epiteto generico è dedicato al barone tedesco Von Hake, professore di botanica del XVIII° secolo. Particolarità di questa specie risulta dal colore dei fiori che generalmente sono rosa, ma qui sono color crema.


Erythrina caffra e crista-galli Il genere Erythrina entra in Italia nel 1772 (Allioni). La specie "caffra" è chiamata "Erythrina della costa", proprio perché il suo areale di distribuzione è sito sulla costa orientale del Sudafrica. La pianta è avvolta nella superstizione, tanto che molti africani non bruciano il suo legno, per paura che ciò possa attirare fulmini. Diverse parti della pianta, tra cui la corteccia, sono utilizzate a scopo medico e medicinale.


Encephalartos altensteini hehm Fitocronologicamente presente in Italia dal 1867 (Pasquale). Viene introdotta per la prima volta in Italia, a Napoli dall'allora direttore dell'orto botanico, Pasquale. Appartenente alla famiglia delle zamiaceae, il più ampio nell'ordine delle cicadales, il genere Encephalartos è riferito, da un punto di vista etimologico, al materiale di consistenza amilacea presente nella parte apicale del fusto. Descritta per la prima volta nel 1834, è specie dioica e grazie alla ricca documentazione fossile, oggi in nostra conoscenza, possiamo collocare questo genere apparentemente alla classe delle Gimnosperme, in un periodo geologico risalente all'Era Mesozoica. Questa particolarità introduce un discorso evolutivo piuttosto interessante, in cui si distinguono 3 ordini di primitività: le prime sono le cycas , poi vengono le cycadales ed infine le Gimnosperme. Infatti le Gimnosperme sono le piante a seme più primitive e all'interno di queste le cycadales sono le più primitive tra le Gimnosperme viventi. Il nucleo del seme degli Encephalartos può essere estremamente tossico. Data la loro importanza a livello mondiale, nei paesi d'origine quali il Sudafrica e la Rhodesia, sono considerate "piante protette".


Cycas media Il genere viene introdotto in Italia nel 1870 (De Toni). Di origine australiana (il suo areale di distribuzione è compreso tra il nord-est australiano ed il sud-est della Papua Nuova Guinea), questa cycadacea cresce in luoghi in cui gli incendi sono abbastanza comuni; tali episodi sviluppano in queste piante la capacità di produrre una spettacolare quantità di germogli. Il fusto viene utilizzato dalle tribù locali per ricavarne amido, mentre il seme risulta estremamente velenoso. Etimologicamente deriva dalla parola greca KOIKAS, utilizzata da Teofrasto per indicare una specie di palma.


Eucalyptus ficifolia Fitocronologicamente introdotta in Italia nel1879 (Marolda Petilli). Myrtacea di origine australiana (escluse alcune specie che vivono a nord del tropico del Capricorno e nel sud delle Filippine) è chiamata "Eucalyptus di Mindonao" ed è una delle specie più decorative del suo genere. Si sviluppa e prospera sulle piane costiere sabbiose del Sud-ovest australiano, localizzandosi in un'area piuttosto ristretta. Risulta straordinario per i semi alati ed i fiori rossi.


Cycadales Questo ordine a cui appartengono Encephalartos e Cycas presenta alcune caratteristiche da non trascurare; hanno radici specializzate che formano una massa di tipo coralloide in prossimità del fusto della pianta. Queste radici crescono verso l'alto (Apogeotropismo) e contengono alcuni organismi procarioti nelle loro cellule corticali. Tali organismi sono capaci di fissare l'azoto atmosferico rendendolo immediatamente disponibile alla pianta. I tre generi a cui appartengono tali organismi sono: NOSTOK, ANABAENA e CALOTHRIX. Altra caratteristica è la capacità di cambiare sesso, come alcuni pesci, che si verifica quando la pianta è stata sottoposta a stress fisici, come siccità, gelo, trapianti.


Schinus terebinthifolius Anacardiacea, l'epiteto specifico indica che le foglie assomigliano a quelle del Terebinto (Pistacia Terebinthus). In Europa fu importata dal Brasile per la prima volta nel1830 e risulta piuttosto rara nelle coltivazioni orticole. Viene coltivata nelle zone tropicali per raccogliere la resina dai tronchi, la quale viene commercializzata con il nome di "Balsamo delle missioni". Il suo legno è considerato uno dei migliori del Brasile; ha colore giallo scuro che passa al rosso con macchie più cupe di varia forma. Compatto e durissimo viene utilizzato perfino nelle opere esposte continuamente agli agenti atmosferici, in ambiente umido. Si presta alla fabbricazione di mobili di pregio. La sua corteccia serve alla concia delle pelli ed a ricavare una tintura per le stoffe.

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