Il senso dell’isola

Da Negombo.

di Paolo Fulceri Camerini

Come si sa, un’isola è un territorio a sé stante, staccato dal continente, e tale che assume – come ogni altra regione, ma più spiccatamente – certe sue caratteristiche proprie, interne, specifiche, quasi come se fosse un paese “altro” dal territorio sociale maggiore di cui fa parte. E in ogni isola è differente il rapporto con la spiaggia e il mare, e anche con la “natura” vegetale stessa. Alle Tremiti gli ospiti, che per lo più alloggiano in case e campeggi nel piccolo monte centrale, la mattina scendono verso le piccole insenature allegramente e vanno a curiosare dall’altro lato in cerca delle famose “diomedee”, uccelli rari. E al Giglio non si fa il bagno dove si arriva, ma all’interno. Ischia è più fortunata: ci si butta già al Porto con grande spiaggia, ad un passo dall’aliscafo o dal traghetto; ed in ogni parte, Forio o Lacco Ameno o Casamicciola si va a nuotare …E certo in ognuna delle isole napoletane ci sono caratteristiche proprie; non per niente il proverbio dice “Vedi Napoli e poi muori”, come tutti sanno: oltre alla città straordinaria del Sud, vi è il golfo (che gli abitanti di San Francisco negli Stati Uniti, all’inizio della California, citano come modello della loro baia); e le sue isole e ciascuna è un mondo. E’ obbligatorio conoscerle! Se no, non si sa bene che cosa è la terra con le sue meraviglie!

Ora, è un fatto che ad Ischia si sente bene un distacco dalla “madre-patria”: e si vive, posso dirlo, come in un proprio paese, pur andando ogni tanto a Napoli. Gli ischitani sono ischitani (e non è una preorogativa di nascita, ma di cultura). E Ischia è così varia, e non solo in senso turistico, che si diversifica da una zona all’altra: Ischia Porto, Lacco Ameno, Forio o Barano, della costa o dell’interno. E lo si vede anche nei paesaggi e nell’architettura e finanche negli stili di vita..

Ed è diverso nelle isole anche il rapporto con piante, siepi e arbusti, che si confrontano con l’acqua marina e i venti e le siccità e le calure estive. Solo l’occhio esperto sa cogliere bene nel verde il tono proprio e specifico del rapporto stretto tra l’acqua che scorre sotteranea e quella che circonda e si infiltra nella terra e le piante. Per noi altri l’isola verde è un dono degli dei; e ad Ischia, proprio perché le acque sotterranee sono dappertutto e scorrono come linfe vitali, la vegetazione non è solo intensa, ma esaltante, e nello stesso tempo “strana”. Oserei dire che è: principesca.

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