Premio Ischia 1994

Da Negombo.

[modifica] L'evento

"Un riconoscimento a chi ha ricercato e raccontato, nell’arco di un’intera carriera, la propria verità attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Un premio per Ischia che rappresenta da sempre un crocevia tra culture diverse, un ponte tra la tradizione culturale europea e quella del Mediterraneo." Così scriveva Giuseppe Valentino quando trent’anni fa diede vita alla prima edizione del Premio Ischia. E la manifestazione é sempre rimasta fedele allo spirito di allora: in trent’anni ha seguito lo snodarsi delle cronache dell’informazione crescendo di pari passo con lo sviluppo di una società in cui la comunicazione ha un ruolo sempre maggiore. E la testimonianza di questo impegno è rappresentata dall’albo d’oro in cui figurano i principali protagonisti dell’informazione italiana ed internazionale degli ultimi tre decenni. Nasce nel 1980 per iniziativa di Giuseppe Valentino, giornalista ischitano innamorato della sua isola. Un amore fattivo, ricco di prospettiva. Se infatti, fin dagli inizi, il Premio ha voluto sottolineare l’importanza della stampa di informazione attribuendo riconoscimenti alle sue firme migliori, al valore professionale ed etico dei giornalisti prescelti, ha anche voluto attirare l’attenzione sul luogo-palcoscenico della premiazione, Ischia. Si è distinto in questi anni per un’intensa attività culturale rivolta prevalentemente al giornalismo e al rapporto tra il mondo dell’informazione e gli altri settori della cultura e dell’economia.


[modifica] In questa edizione

Nel 1994 fu premiato Ezio Mauro, direttore de "La Repubblica" con Carla Mosca e Frank Cimini. In giuria oltre a Biagio Agnes, Andrea Barbato, Gianni Letta, Pasquale Nonno, Mario Pirani, Demetrio Volcic, Antonio Iervolino. Un riconoscimento speciale va ad Ilaria Alpi e agli operatori Rai uccisi in Bosnia e Somalia. Oltre ad Arbore sul palco del Negombo si esibiscono Michele Zarrillo, Fabio Concato e Amij Steward. Ezio Mauro modera il dibattito su "Giornalismo in Italia".

[modifica] Testimonial di Frank Cimini (Premio Ischia 1994)

“Era il settembre del 1994. Ricordo ancora la motivazione scritta a penna su un foglietto di carta dal direttore Pasquale Nonno. Mi davano il Premio Ischia per aver seguito l’inchiesta Mani pulite dimostrando indipendenza da tutti i poteri, soprattutto da quello giudiziario. Una motivazione che con semplicità diceva tutto. Il Premio Ischia è l’unica gioia che ho avuto dal mio lavoro su Mani pulite. Il perché sta tutto in quella motivazione. L’indipendenza di giudizio in questo paese costa e costa tanto. Dal momento che mi sono preso un sacco di querele penali e civili dai magistrati e dai loro fiancheggiatori. Così Mani pulite per me, come per i pochissimi altri critici della falsa rivoluzione, non finirà mai, perché per anni delle verità che ho scritto risponderò nelle aule dei tribunali ai colleghi di chi mi ha querelato. Ricordo infine di aver devoluto i soldi del Premio ai detenuti degli anni ’70 e ’80 attraverso l’associazione Calusca City Lught di Primo Moroni. Primo adesso non c’è più. Fu uno dei miei maestri e non lo scorderò mai.”

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