Premio Ischia 1995

Da Negombo.

Indice

[modifica] L'evento

"Un riconoscimento a chi ha ricercato e raccontato, nell’arco di un’intera carriera, la propria verità attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Un premio per Ischia che rappresenta da sempre un crocevia tra culture diverse, un ponte tra la tradizione culturale europea e quella del Mediterraneo." Così scriveva Giuseppe Valentino quando trent’anni fa diede vita alla prima edizione del Premio Ischia. E la manifestazione é sempre rimasta fedele allo spirito di allora: in trent’anni ha seguito lo snodarsi delle cronache dell’informazione crescendo di pari passo con lo sviluppo di una società in cui la comunicazione ha un ruolo sempre maggiore. E la testimonianza di questo impegno è rappresentata dall’albo d’oro in cui figurano i principali protagonisti dell’informazione italiana ed internazionale degli ultimi tre decenni. Nasce nel 1980 per iniziativa di Giuseppe Valentino, giornalista ischitano innamorato della sua isola. Un amore fattivo, ricco di prospettiva. Se infatti, fin dagli inizi, il Premio ha voluto sottolineare l’importanza della stampa di informazione attribuendo riconoscimenti alle sue firme migliori, al valore professionale ed etico dei giornalisti prescelti, ha anche voluto attirare l’attenzione sul luogo-palcoscenico della premiazione, Ischia. Si è distinto in questi anni per un’intensa attività culturale rivolta prevalentemente al giornalismo e al rapporto tra il mondo dell’informazione e gli altri settori della cultura e dell’economia.


[modifica] In questa edizione

Domina la personalità di Walter Cronkite, a cui la giuria assegna il riconoscimento internazionale. Quell’anno il premio si arricchì di una nuova formula affidando all’istituto Cirm un sondaggio per designare i giornalisti dell’anno per la carta stampata e la TV: vinsero Vittorio Feltri e Enrico Mentana. In giuria Agnes, Paolo Graldi, Letta, Pirani, Barbato, Franco Serpieri, Ezio Mauro e Luciano Schifone. Bruno Vespa modera l’incontro tra Cronkite e i giornalisti italiani. Ranieri, Di Capri, Rita Forte e Luca De Filippo partecipano allo show su RAI UNO.

[modifica] Testimonial di Vittorio Feltri (Premio Ischia 1995)

C’è stato un periodo della mia vita in cui non trovavo il tempo per andare a ritirare tutti i premi giornalistici che vincevo. Incredibile. Per lustri, decenni, neanche una patacca, poi, all’improvviso mi hanno attribuito qualsiasi alloro previsto per la mia categoria. Quando nel 1995 seppi che gli iscritti all’Ordine avevano scelto la mia trascurabile persona per assegnarle il premio Ischia ebbi un brivido. Anzi, due. Uno di gioia nel constatare che ai colleghi non ero antipatico quanto credevo, un altro di terrore all’idea che per ricevere l’insperato riconoscimento avrei dovuto imbarcarmi sul traghetto, dato che Ischia purtroppo è un’isola; e io amo il mare, ma solamente in cartolina. L’attraversata fu un’esperienza sconvolgente e non la rifarei mai più se non nel caso in cui gli organizzatori del premio trovassero il modo di assegnarmelo una seconda volta. Il coraggio è un bene prezioso e non va sprecato.

[modifica] Testimonial di Enrico Mentana (Premio Ischia 1995)

Di premi, immeritatamente, ne ho vinti anche altri, ma di quel Premio Ischia ricordo l’emozione (sensazione - confesso - per me poco familiare) che mi prese quando Biagio Agnes telefonò per dirmi che il sondaggio condotto tra un bel numero di colleghi mi aveva indicato come il giornalista televisivo dell’anno, perché quel Premio Ischia, per la prima volta non veniva assegnato come succede di solito da una più o meno autorevole congrega di giurati: era una indicazione referendaria dell’odiamata categoria giornalistica a indicare i vincitori. Il fatto di essere scelto non poteva non lusingarmi: hai un bell’essere iconoclasta e sfottitore, ma quand’è il momento l’apprezzamento di chi fa il tuo stesso mestiere ti fa davvero piacere.

[modifica] Testimonial di Walter Cronkite (Premio Ischia 1995)

Provo sconfinata invidia per coloro che s’incontreranno quest’anno ed in quelli futuri nella splendida isola di Ischia in occasione del Premio Ischia di Giornalismo. Lo scenario è di per sé senza paragone in questa piccola isola che è uno sfavillante gioiello la cui luce si riscontra in pochissimi altri luoghi sulla terra. Il suo segreto risiede dei suoi tanti e diversi aspetti, ognuno dei quali è da esplorare passando di scoperta in scoperta, ognuna più splendida della precedente. Ischia Porto, l’approdo più frequente per chi arriva, dominato dall’antico castello stimola immediatamente nel visitatore l’immaginazione ed il senso della storia. Poi si prosegue lungo la strada che sale sulla collina immersi nel profumo di giardini fioriti verso le alture ricoperte da pinete praticamente intatte. Quindi, alla prima grande curva, si rimane senza fiato per la vista del panorama di Ischia, uno spettacolo di scogliere a picco e spiagge accoglienti con piccoli porti completi di faro pronti ed in posa per fotografi ed artisti. E’ doveroso fare delle soste lungo il percorso per rinfrancarsi presso le tipiche taverne o magari per fare un bagno nel mare. In seguito ci saranno i bagni termali per cui l’isola è famosa; si racconta che siano in grado di curare praticamente tutto anche le malattie che ancora non sono state scoperte. La gita verso la maestosa cima del Monte Epomeo attraversa zone segnate da eruzioni antiche e che oggi sono sono addolcite dalla presenza delle vigne dove si produce il classico vino d’Ischia, secco e con un aroma unico. Il fortunato vincitore del Premio Ischia riceve quindi il riconoscimento nel corso di una solenne cerimonia che si svolge in una cornice maestosa. Il Premio stesso ha acquisito una importanza che si riflette nello scenario circostante. E’ un importante promemoria del ruolo che oggi il giornalismo ricopre nel mondo moderno. Un promemoria necessario purtroppo per la maggior parte del pubblico. Abbiamo la tendenza a considerare con indifferenza l’importanza che la stampa libera riveste per la nostra civiltà (ovviamente ci riferiamo alla stampa in genere, compresi i notiziari radiotelevisi oltre alla carta stampata). Anche se questi riconoscimenti sono destinati, come è giusto, ai vincitori designati, essi servono per riconoscere l’attaccamento alla propria professione da parte di tutti i giornalisti responsabili, un attaccamento che non di rado richiede straordinario coraggio. Nell’ultimo anno almeno 26 giornalisti mentre cercavano la verità sono stati uccisi, di solito per mano di chi preferisce continuare a svolgere le proprie sporche azioni nell’ombra. Altri 129 giornalisti si trovano nelle carceri dei regimi politici che temono la luce del giorno. Sono gli eroi caduti nella guerra dell’informazione, quella che dobbiamo vincere in maniera trionfale se i popoli dovranno rimanere liberi. Poiché non può esistere vera libertà senza indipendenza di parola e di stampa. Il giornalismo non può rivestire il ruolo dell’insegnante in classe, ma è uno strumento essenziale per la crescita culturale della società civile, crescita senza la quale la democrazione non può sopravvivere. Un popolo ignorante ed anche uno privato della stampa libera sono semplicemente i vassalli dell’autocrazia dei colti. Non possiede infatti gli strumenti adatti a partecipare al governo di sé tramite l’esercizio consapevole del suffragio nelle urne. Thomas Jefferson, tra i primi stastisti americani, circa duecento anni fra espresse molto bene questo concetto: “un popolo che si aspetta di poter essere libero restando ignorante spera in qualcosa che non può e non potrà mai essere”. Quindi di nuovo, quest’anno, leviamo il cappello davanti a quanti saranno onorati ad Ischia, coloro i quali perseguono con coraggio e devozione la grande missione del giornalismo libero e leviamo il cappello anche per coloro che organizzano questo evento ricordandoci ogni anno l’importanza della nostra professione.

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
navigazione
modifiche
Strumenti