Premio Ischia 1999

Da Negombo.

Indice

[modifica] L'evento

"Un riconoscimento a chi ha ricercato e raccontato, nell’arco di un’intera carriera, la propria verità attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Un premio per Ischia che rappresenta da sempre un crocevia tra culture diverse, un ponte tra la tradizione culturale europea e quella del Mediterraneo." Così scriveva Giuseppe Valentino quando trent’anni fa diede vita alla prima edizione del Premio Ischia. E la manifestazione é sempre rimasta fedele allo spirito di allora: in trent’anni ha seguito lo snodarsi delle cronache dell’informazione crescendo di pari passo con lo sviluppo di una società in cui la comunicazione ha un ruolo sempre maggiore. E la testimonianza di questo impegno è rappresentata dall’albo d’oro in cui figurano i principali protagonisti dell’informazione italiana ed internazionale degli ultimi tre decenni. Nasce nel 1980 per iniziativa di Giuseppe Valentino, giornalista ischitano innamorato della sua isola. Un amore fattivo, ricco di prospettiva. Se infatti, fin dagli inizi, il Premio ha voluto sottolineare l’importanza della stampa di informazione attribuendo riconoscimenti alle sue firme migliori, al valore professionale ed etico dei giornalisti prescelti, ha anche voluto attirare l’attenzione sul luogo-palcoscenico della premiazione, Ischia. Si è distinto in questi anni per un’intensa attività culturale rivolta prevalentemente al giornalismo e al rapporto tra il mondo dell’informazione e gli altri settori della cultura e dell’economia.


[modifica] In questa edizione

Nel 1999 la giuria ha premiato Jean Marie Colombani, direttore di "Le Monde", Bruno Vespa, Pietro Calabrese, Antonio Russo e Giuseppe Tripaldi. La serata conclusiva è stata trasmessa su RAI 1 e seguita da quasi 2 milioni di telespettatori: Massimo Ranieri, Mariella Nava, Rita Forte, Enzo Gragnaniello, Amedeo Minghi tra gli artisti intervenuti. Mario Petrina, presidente dell’ordine dei giornalisti, modera il dibattito su "Informazione e guerra in Kossovo" a cui partecipano Colombanì e Antonio Russo, giornalista di radio Radicale. Indro Montanelli, su proposta della Fondazione Valentino, viene nominato cittadino onorario di Lacco Ameno.

[modifica] Testimonial di Jean Marie Colombanì (Premio Ischia 1999)

Non c’é niente di più lusinghiero che essere prescelto da colleghi. Quando si crede nell’Europa, nella sua identità, ma soprattutto nel suo futuro, non vi è niente di più stimolante che essere gratificato dai giornalisti di un Paese vicino ed amico, l’Italia. Infine, in quanto corso, mi rassicura di aver ricevuto un gesto di amicizia da un’altra isola italiana, Ischia, con la quale abbiamo tanto in comune. Alla luce di tutto ciò, si può capire quanto sia stato felice nel ricevere il Premio Ischia.

[modifica] Testimonial di Bruno Vespa (Premio Ischia 1999)

Ricevere il premio Ischia è stato per me una forte emozione che non provavo dal’78 quando il Presidente della Repubblica Sandro Pertini mi consegnò il premio Saint Vincent per le grandi e drammatiche telecronache di quell’anno. Nella sterminata moltitudine dei premi giornalistici, l’”Ischia” si è sempre distinto per l’autorevolezza e l’indipendenza della giuria, per il rigore della selezione e per l’organizzazione perfetta. Per quel che mi riguarda, i pochi premi che ho ricevuto mi hanno colto di sorpresa e riempito di gioia. Per questo conservo molta gratitudine per Biagio Agnes e i suoi magnifici collaboratori.

[modifica] Testimonial di Pietro Calabrese (Premio Ischia 1999)

La più bella vacanza della mia vita l’ho passata sulla “Rondine”, la barca di 24 metri di Pietro Ferrandino, valoroso comandante ischitano. Era l’estate del 1991, la prima volta che vedevo l’isola. Ci sono tornato nell’estate del 1999, la sera del 17 luglio, per essere incoronato “re per una notte della carta stampata”. Insieme a mia moglie Barbara e mia figlia Costanza, che si ostina a voler continuare la tradizione giornalistica della famiglia. Una serata indimenticabile, per molti motivi. Il Premio Ischia non è uguale a tutti gli altri. I premiati sono votati dai colleghi, e conoscendo la categoria arrivare primi non è un gioco da ragazzi. E’ il più importante riconoscimento giornalistico per un direttore (l’altro grande premio italiano, il Saint Vincent, per statuto non può essere vinto da un direttore). Ti iscrive di diritto nell’albo dei professionisti più prestigiosi. E, cosa che non guasta, è un premio che porta fortuna. Quella notte del 17 luglio di fine secolo, ho capito due o tre cose essenziali che mi hanno fatto prendere alcune decisioni importanti. Di cui non mi sono pentito e che mi hanno portato bene. Grazie, Ischia.

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
navigazione
modifiche
Strumenti