Premio Ischia 2003

Da Negombo.

Indice

[modifica] L'evento

"Un riconoscimento a chi ha ricercato e raccontato, nell’arco di un’intera carriera, la propria verità attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Un premio per Ischia che rappresenta da sempre un crocevia tra culture diverse, un ponte tra la tradizione culturale europea e quella del Mediterraneo." Così scriveva Giuseppe Valentino quando trent’anni fa diede vita alla prima edizione del Premio Ischia. E la manifestazione é sempre rimasta fedele allo spirito di allora: in trent’anni ha seguito lo snodarsi delle cronache dell’informazione crescendo di pari passo con lo sviluppo di una società in cui la comunicazione ha un ruolo sempre maggiore. E la testimonianza di questo impegno è rappresentata dall’albo d’oro in cui figurano i principali protagonisti dell’informazione italiana ed internazionale degli ultimi tre decenni. Nasce nel 1980 per iniziativa di Giuseppe Valentino, giornalista ischitano innamorato della sua isola. Un amore fattivo, ricco di prospettiva. Se infatti, fin dagli inizi, il Premio ha voluto sottolineare l’importanza della stampa di informazione attribuendo riconoscimenti alle sue firme migliori, al valore professionale ed etico dei giornalisti prescelti, ha anche voluto attirare l’attenzione sul luogo-palcoscenico della premiazione, Ischia. Si è distinto in questi anni per un’intensa attività culturale rivolta prevalentemente al giornalismo e al rapporto tra il mondo dell’informazione e gli altri settori della cultura e dell’economia.


[modifica] In questa edizione

Ferruccio de Bortoli è il vincitore del 2003. Con lui salgono sul palcoscenico del Premio Ischia Mario Cervi per la carta stampata, Alessandro Cecchi Paone per la TV, Ferdinando Pellegrino per la radio, Piercarlo Presutti per le agenzie di stampa, Ania Niedringaus, per i telefotoreporter. Riconoscimento speciale per la carriera a Antonio Ghirelli ed alle giornaliste televisive inviate in Iraq: Giovanna Botteri, Maria Cuffaro, Tiziana Ferrario, Lilli Gruber, Monica Maggioni, Vera Baldini, Mimosa Martini, Anna Migotto, Gabriella Simoni e Gabriella Caimi. Il 5 novembre il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi riceve giurati, premiati e organizzatori al Quirinale: "Il Premio Ischia - dice Ciampi- è una istituzione che ha un contenuto profondo." Nel corso dell’incontro il capo dello Stato consegna le insegne dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana alle giornaliste italiane inviate in Iraq. Il dibattito di quell’anno si incentra su "Il telegiornale ieri, oggi, domani", ripreso da RAI Tre. Vi partecipano Lucia Annunziata, Pierluigi Magnaschi, Ferruccio De Bortoli, Mauro Crippa, Arrigo Levi, Paolo Gambescia, e Giuseppe Parrello del "La 7". Il dibattito si conclude con un riconsocimento ad Elio Sparano per il “cinquantenario” della TV in Italia. Anais Ginori, Veronica Gervaso, Dario Maltese vincono il premio Ischia in ricordo di Angelo Rizzoli, mentre il Suraci va a Mario Portanova. Allo spettacolo trasmesso dal parco Negombo intervengono Paolo Belli, Ornella Vanoni, Gino Paoli.

[modifica] Testimonial di Antonio Ghirelli (Premio Ischia 2003)

Una fresca sera di luglio, un grande teatro all’aperto gremito di bella gente, un’isola incantata e magnetica come Ischia, rappresentano già di per sé stessi un eccellente impegno del tempo libero, che poi addirittura una specie di sogno di una scespiriana notte di mezza estate se, dal palcoscenico di quella sala, leggiadre fanciulle ed austere personalità annunciano a un certo punto che l’illustre giuria della ventiquattresima edizione del premio internazionale di giornalismo ti ha conferito all’unanimità un riconoscimento speciale alla carriera.

Sul momento non pensi nemmeno che l’ingresso in quel pantheon del giornalismo arriva, non dirò fuori tempo massimo ma comunque al termine o quasi della corsa. Non importa, per una serie infili anche tu la maglia rosa e sali correndo, ma badando bene a non inciampare, sul podio dove sono stampate le orme dei Montanelli, degli Afeltra, dei Biagi, degli Scalfari, e di tanti altri fuoriclasse che ti hanno preceduto.

[modifica] Testimonial di Mario Cervi (Premio Ischia 2003)

Poiché il mio percorso umano e giornalistico è stato molto lungo ho ottenuto, magari immeritatamente, più che un riconoscimento professionale. Tra quelli di cui sono accreditato il Premio Ischia ha nella mia memoria, e nel mio cuore, un posto particolare.

Perché è un premio serio, perché è un premio onesto, perché è un premio prestigioso in un Paese dove si ha a volte l’impressione che un premio qualsiasi, comunque motivato, non possa essere negato a nessuno (un tempo si diceva per i sigari). Grande merito per questo alto tasso di credibilità del premio Ischia spetta al suo condottiero, Biagio Agnes: che non intende regalare a casaccio né i sigari né i premi. Poi c’è la bellezza di Ischia: che dà al premio non solo il nome ma una cornice straordinaria. L’età mi colloca, con personaggi più importanti di me, tra i veterani del premio Ischia: al quale auguro tante altre edizioni e fortune. Un augurio di lunga vita, insomma, che nei momenti d’ottimismo rivolgo anche a me stesso.

[modifica] Testimonial di Ferruccio De Bortoli (Premio Ischia 2003)

Il premio Ischia, che mi onoro di aver ricevuto nell’edizione dello scorso anno, è un’occasione preziosa per poter constatare che molti dei luoghi comuni sul nostro giornalismo non hanno alcuna ragione d’essere.

Quando l’anno scorso ho visto sul palco di Lacco Ameno tutte le colleghe che hanno raccontato, anche a rischio della loro vita, le guerre in Afghanistan o in Iraq mi sono commosso pensando al sacrificio e alla passione che hanno messo in ogni loro servizio.

E pensando alla mia collega Maria Grazia Cutuli che poteva essere lì o al fotografo Ciriello o a Ilaria Alpi e altri ancora. Protagonismo? Spettacolo? Beh, qualche vanità (la nostra è una professione di vanitosi) ci sarà pur stata, ma quanto è necessaria, in un mondo di media globalizzati che danno l’impressione (falsa) di vivere tutto in diretta, una vanità fedele e professionale come la loro?

Ecco, il premio Ischia è ancora questo. Poi è, soprattutto il frutto dell’impegno e della passione di Biagio Agnes il quale da grande giornalista non risparmia nemmeno agli amici, come è accaduto l’anno scorso, le domande più insidiose. Ma un giornalista se non è scomodo non è un giornalista e, quando è accomodante, al massimo lo trattano con la gentilezza formale che si riserva a un buon maggiordomo.

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